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Mancanza di liquidità per metà delle imprese

da | Sistema di Allerta

Fase 2 del Covid-19 per le imprese italiane.

L’emergenza sanitaria Covid-19 iniziata nel mese di marzo 2020 si è rapidamente trasformata in una emergenza economica dovuta, come sappiamo, al lungo periodo di lockdown che ha avuto conseguenze negative sui consumi, sui trasporti e in ultima analisi sulla produzione delle aziende.

Ora, al termine dell’estate post lockdown, si attende una ripartenza dei vari settori produttivi e commerciali. Ma molte certezze che gli imprenditori avevano prima del traumatico rallentamento dell’economia sono svanite per sempre. Niente potrà essere come prima. La fragilità di un sistema fatto quasi esclusivamente di micro imprese non strutturate, poco capitalizzate e guidate in molti casi da imprenditori capaci ma privi di un’adeguata cultura finanziaria emerge in tutta chiarezza.

Sentiment negativo sulla liquidità a sei mesi

E’ stato recentemente pubblicato da Unioncamere l’aggiornamento di Agosto 2020 della indagine continua “la domanda di lavoro nelle imprese”, che contiene una sezione speciale con l’obiettivo di monitorare la situazione del tessuto imprenditoriale a seguito dell’emergenza Covid-19.

Il questionario,  riferito a 1.200.000 imprese circa, ha rilevato tra l’altro un interessante dato sulla previsione di problemi di liquidità nei prossimi sei mesi. Questi i risultati.

Tavola 3 – Imprese che prevedono di proseguire l’attività a seguito dell’emergenza sanitaria COVID-19 e che prevedono problemi di liquidità nei prossimi sei mesi, per settore, ripartizione territoriale e classe dimensionale (quote % sulle imprese in attività)

Classe DimensionaleNumero Imprese% con problemi di liquidità in 6 mesi
1-9 dipendenti1.085.62060,4
10-49 dipendenti194.52052,2
50-249 dipendenti46.12047,3
250 dipendenti e oltre32 26044,0

Come si vede, oltre la metà delle imprese analizzate dichiara di prevedere problemi di liquidità entro sei mesi. La misura è abbastanza sconcertante ma occorrerebbe capire meglio se si tratta di una “sensazione” piuttosto che di un dato misurato, oltre che quali ragioni ci sono alla base della scarsità di denaro e quali azioni si apprestano a compiere questi imprenditori.

Il rischio di una crisi di insolvenza per molti

Una delle prime decisioni prese dal governo Italiano nei decreti di urgenza è stata quella di posticipare al settembre 2021 l’entrata in vigore del sistema di allerta introdotto dalla legge di riforma della crisi di impresa, data originariamente fissata al 15 agosto 2020. Le ragioni di tale decisione sono comprensibili, tenuto conto della mancata organizzazione degli uffici pubblici preposti alla gestione delle crisi aziendali e del numero potenzialmente elevato di insolvenze.

Tuttavia occorre ricordare che una parte della legge di riforma della crisi di impresa è già entrata in vigore nel 2019 e riguarda le responsabilità di imprenditori e amministratori a monitorare lo stato di salute finanziaria della propria impresa. Chi non lo fa può incorrere in gravose responsabilità in caso di insolvenza.

E’ evidente che, nonostante non sia ancora in vigore l’obbligo di segnalazione all’OCRI – organo di composizione della crisi di impresa – gli imprenditori dovrebbero opportunamente iniziare ad attuare almeno in parte il monitoraggio continuo delle finanze aziendali. Sia per ridurre le proprie responsabilità in caso di crisi che soprattutto per essere in condizione di agire tempestivamente in caso di segnali negativi.

Le previsioni di cash flow devono iniziare subito

Rispetto ai 600.000 piccoli imprenditori che per Unioncamere prevedono seri problemi di liquidità entro un periodo di sei mesi, occorrerebbe chiedere a ciascuno di loro cosa stanno facendo per tenere sotto controllo questo rischio potenzialmente rilevante per la stessa continuità aziendale.

Penso in particolare alle imprese più piccole, nella prima fascia da 1 a 9 dipendenti, che non dispongono probabilmente di organizzazione e strumenti idonei per attuare un controllo di gestione strutturato. E a tutti questi imprenditori vorrei dire che non serve avere strumenti sofisticati per fare previsioni accurate dei flussi finanziari futuri. E’ sufficiente una contabilità ordinata e aggiornata, serie e prudenti riflessioni da parte dell’imprenditore e magari la guida di un professionista esperto per seguire un processo logico adeguato e correttamente formalizzato.

Il tool “Sistema di Allerta” sviluppato da Studio Semplice è la prova concreta che investendo poco tempo e poco denaro si possono ottenere risultati utili al monitoraggio efficace degli indicatori di allerta. Per sapere subito, numeri alla mano, se si andrà incontro a problemi di liquidità e per quali ragioni.

La mancanza di liquidità deve essere affrontata

Con il ritorno al lavoro nel mese di settembre, vorrei che tutti questi imprenditori che prevedono o si aspettano di avere problemi di liquidità nei prossimi sei mesi, provassero a monitorare, magari con Studio Semplice, i flussi di cassa previsionali con cadenza mensile.

Così facendo potranno in primo luogo avere un quadro chiaro della capacità della loro impresa di fronteggiare gli impegni finanziari nel breve periodo. Ma soprattutto potranno fare simulazioni di scelte alternative, sia di tipo organizzativo che finanziario, per eliminare la problematica.

In molti casi si tratterà naturalmente di fare scelte gestionali, in quanto il ricorso ai finanziamenti potrà essere di beneficio solo per superare momentanee crisi di liquidità in presenza di margini positivi e vendite quantomeno stabili.

Per chiunque volesse fare un test sulla capacità della propria impresa di generare liquidità in modo sufficiente a soddisfare gli impegni finanziari dei prossimi sei mesi, contattateci senza indugio via email a supporto@studiosemplice.com o dopo avere effettuato la registrazione alla piattaforma Studio Semplice. Vi aspettiamo, senza impegno !

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